Ermanno Bassetti sorgente di sport

23 giugno 2002, l’associazione Sportiva e la comunità parrocchiale di San Martino in Gattara intitolano il proprio campo sportivo al grande ERMANNO BASSETTI

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PINO BARTOLI

Un aforisma afferma che per inquadrare la figura d’un uomo bisogna “intrecciare nel cuore della notte code e criniere di ricordi”. Venendo a parlare di Ermanno, non vedo che ci sia necessità d’affon­dare la memoria per tracciarne un profilo sereno ed obiettivo. Ermanno era una persona con il cuore di fanciullo che puntualmente maturava quando nelle pieghe della coscienza avvertiva tutta la responsabilità e la delicatezza di addetto ad una funzione sociale. Egli ha passato gran parte della sua esistenza impegnato negli uffici di collocamento al lavoro senza perdere il sogno di palloni giocati come se inseguisse la luna nel cielo. Poi,appese le scarpe al chiodo, ha dedicato tutto il suo tempo libero, in qualità di umile allenatore, portando la sua competenza e il suo disincantato sorriso tra i ragazzi in cui credeva come albe destinate a diventare soli. Il suo amore per il calcio era così profondo da vedere nel semplice balzo d’una palla di cencio o d’un barattolo, il segno dell’agonismo,dello sport. E non si arrendeva mai, né come giocatore né come allenatore, mansione questa che gli diede grandi soddisfazioni. Tenace com’era non si scoraggiava – neanche parafrasando un verso del poeta fran­cese Prévert – quando ”i passi sulla sabbia si disunivano “. L’idea della nullità della vita non l’ha mai sfiorato. Basti pensare come amava ancora muoversi con eleganza al ritmo delle musiche romagnole. Non avvertiva, cioè, il peso del tempo e delle stagioni e sdegnava l’odore macerato di fiori spenti per ammirare piuttosto coccinelle al sole. Uomini come Ermanno Bassetti hanno avuto in dono un’anima colma di speranze e braccia lunghe per toccare il Cielo. Non importa se venti di lutto si sono abbattuti ripetutamente sulla sua famiglia: Ermanno conservava nell’intimo più riposto del cuore le voci dei suoi cari e l’eco delle proprie radici per non perdere la fede che dà forza alla vita come l’infrangibile dolcezza d’un bronzeo tocco di campane. In lui, in conclusione, palpitava la vita e riposava la memoria. Un uomo come Ermanno non poteva non essere permeato di una re­ligiosità creduta, scevra cioè da qualsiasi ambiguità. Lo dimostra il suo umile e sentito servizio di chierico che svolgeva con l’innocenza d’un bambino. Credo che egli abbia contribuito, amando tutto e tutti nella stessa misura, a fa sì che il suo paese debba essere considera­to senza alcun dubbio “come un grappolo di case unite come dita in orazione su cui grande il Cielo scende” S.Martino, intitolando il campo sportivo ad Ermanno, ha colto e idealizzato l’anima del paese.

CESARE PSOTTI Presidente dell’ A.S.San Martino

La prima partita disputata a San Martino- racconta Rino Moretti – fu contro una rappresentativa della “Brigata Friuli” che era accampata nella zona dopo la seconda guerra mondiale. Si giocava in un campetto ubicato fra l’attuale scuola materna ed il ruscello dopo il “palazzone” nel viale Stazione e la squadra era formata da Beppe in porta, Rino, Vittorio (Stivaletto) Pino, Arsiero, Tarcisio, Vasco, “Cené”, ed “Ermanno”. E così mentre cominciava la ricostruzione dopo le tremende distruzioni della guerra questi giovani cominciarono a disputare partite a San Martino ed in altri paesi della zona spostandosi frequentemente col camion di Anselmo di San Cassiano.Il campo sportivo fu spostato prima vicino al fiume a sinistra del rio Campodosio nel terreno del podere “Cittadella” e poi a destra dello stesso rio nel terreno del podere “Ospedale”. Non c’era ancora un gruppo sportivo organizzato, ma Ermanno faceva già da coordinatore/allenatore. Negli anni ‘60 il campo sportivo viene collocato vicino alla chiesa (dove si trova tuttora) e tutti si ricordano di Ermanno che toglie decine/centinaia di carriole di sassi dal terreno di gioco. In questi anni inizia il campionato zonale del C.S.I. ed anche la carriera di Ermanno allenatore. La Squadra del San Martino con Lorenzo, Paolo, Giancarlo, “Tolo”, Eugenio, Beppe Nati, Cesare e Giampiero Matulli, Franco Ciottoli, ed altri giocatori della vallata, vincono 5 dei primi 10 campionati del C.S.I. Intanto nuovi ragazzini si avvicinano al campo sportivo e cominciano le partite contro le altre “squadrette” della zona, i “Giochi della Gioventù” ed altre manifestazioni a cui San Martino partecipa perché Ermanno riesce sempre a mettere in campo una squadra completa, cercando bambini nei paesi vicini, quando la nostra squadra non raggiungeva il numero minimo per giocare. A metà degli anni ‘70 intraprende una nuova avventura a Brisighella, allenando per anni diverse squadre giovanili e portando con lui molti ragazzi della zona; tutti ci ricordiamo la sua Fiat 126 bordò piena di “Stadio”, di borse e di bambini scarrozzare su e giù per la Val Lamone. Infine la sua passione per il calcio lo porta a Marradi, anche qui con squadre giovanili, perché la sua passione era di insegnare qualcosa ai bambini. Ultimamente aveva “attaccato le scarpe al chiodo”, ma era pronto a rimettersi all’opera quando qualcuno glielo chiedeva, come è successo anno scorso nel torneo notturno con i ragazzi del “San Martino B” o dopo con i vecchietti della “Over 35”. Anche quest’anno era già pronto a scendere in campo con quelle squadre, ma il destino lo ha fatto allenare negli immensi campi sportivi del cielo.

FRANCO CIOTTOLI

Caro Ermanno. Col profondo dolore dell’improvvisa tua scomparsa, mi accingo a ricordare, con poche parole, quanto sei stato importante per me, con la consapevolezza che per esprimere in maniera più approfondita tutta l’ammirazione per il gran maestro di vita che sei stato, dovrei scrivere almeno un libro e forse non basterebbe per le cose che in ogni caso il libro dovrebbe contenere; sono racchiuse nel mio cuore e mi saranno sempre utili e preziose in ogni momento. Sei stato indubbiamente la persona che sotto l’aspetto sportivo mi ha dato di più dimostrando nei miei confronti tanta stima, fiducia e considerazione fornendomi insegnamenti che mi sono sempre stati di grande aiuto, inoltre, assieme a te ho ottenuto numerose soddisfazioni sportive che ci hanno regalato momenti di serena gioia e spensieratezza. Ricordo poi che hai sempre continuato a seguire la mia modesta attività sportiva con attenzione e simpatia fornendomi, in tal maniera, continui stimoli che mi sono serviti per cercare di migliorarmi; mi hai sempre fatto sentire importante e questo tuo comportamento, che ha cementato sempre di più la nostra vera amicizia, era da me apprezzato perché mi rendeva contento anche se credo di non aver meritato appieno gli elogi che mi attribuivi. Voglio soffermarmi anche sul tuo esemplare modo di vivere e sul tuo comportamento, che è stato per me e per tutti quanti hanno avuto la fortuna di conoscerti, un importante segnale per come dovremmo essere ed un utile punto di riferimento che se riuscissimo ad imitare, anche in minima parte, ci arricchirebbe profondamente d’ umanità nell’interesse generale. E’ infine doveroso da parte mia, ringraziarti anche per quanto hai fatto per la Società sportiva C.S.C. Marradese alla quale hai dedicato tanto del tuo prezioso tempo e delle tue energie, ottenendo lusinghieri risultati sportivi, contribuendo al miglioramento qualitativo della Società, dove hai plasmato i nostri ragazzi che ti abbiamo affidato con tanta fiducia, facendoli crescere sportivamente, con sani principi morali. Questi piccoli atleti poi diventati uomini, ti hanno voluto e ti vorranno sempre bene, anche per loro, sei stato un grande allenatore/educatore prima, un amico sempre presente e disponibile poi. Grazie Ermanno, sarai sempre con noi, saremo sempre con te.